Premio Pratola Lectio Magistralis di Ferruccio De Bortoli

Premio Pratola Lectio Magistralis di Ferruccio De Bortoli

Il Premio Nazionale Pratola torna l’8 novembre al Teatro Comunale D’Andrea, sede storica e naturale dell’evento. La VII Edizione 2018 della prestigiosa manifestazione, realizzata dall’Associazione Futile-Utile in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, ha avuto come protagonista Ferruccio De Bortoli. Già Direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 ore, Presidente della casa editrice Longanesi e dell’Associazione Vidas. Una firma autorevole e prestigiosa della cultura e del giornalismo, vero punto di riferimento internazionale. De Bortoli ha tenuto una “lectio magistralis” dal titolo il giornalismo ai tempi di internet. Ennio Bellucci, per anni volto noto e inviato di Rai 3 Abruzzo, ha moderato l’incontro, affiancato sul palco del Teatro Comunale, in un confronto-dibattito, da Nicola Marini, Pres. Cons. Naz.le Ordine dei Giornalisti e da Stefano Pallotta, Pres. dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. “Sono onorato di aver ricevuto un premio così prestigioso qui a Pratola, nella terra d’Abruzzo – ha detto De Bortoli – Manifestazioni come queste sono epressioni della vitalità culturale dei luoghi che le promuovono”. Tanti i temi affrontati nel corso del dibattito sui quali De Bortoli si è soffermato, ponendo particolare attenzione sul compito del giornalismo e dell’informazione e sulla figura stessa del giornalista in un momento in cui su internet e suoi social network prevale un facile accesso a qualsiasi notizia. “Bisogna coltivare il dubbio – ha sottolineato – e non affidarsi ad una informazione comoda e semplice. È neccessario, così come nello studio, anche nel giornalismo fare un pò di fatica, incrociare le fonti e affidarsi ad una informazione seria, che può sbagliare, ma se lo fa in maniera onesta e responsabile è sicuramente utile. Oggi avviene un fenomeno di disintermediazione – ha sottolineato – Se guardiamo in ambito politico vediamo che gli stessi politici si rivolgono direttamente al proprio pubblico, al popolo, credendo di poter fare a meno del giornalista, addirittura disprezzandolo. Il pubblico poi pensa di poter fare a meno degli organi di informazione perché ha un rapporto diretto con il politico. Questo rappresenta una grave distorsione della democrazia, perché il politico non ti racconta mai la verità ma solo quello che serve in quel momento. Se non c’è contraddittorio – ha spiegato De Bortoli – se non c’è il contraltare, allora c’è una sorta di democrazia illiberale, favorita in alcuni casi, dai social network”.

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